L’origine delle Specie

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Charles Darwin

L’origine delle specie

Ed: Bollati Boringhieri, 2011

Prezzo di copertina: € 9,00

Stiamo parlando di due libri. Il primo, fino al nono capitolo compreso, è come vedere un ballerino classico che manda all’ospedale una squadra di rugby. Equlibrio, serenità, compostezza, armonia. E botte da orbi a qualsiasi certezza scientifica precedentemente raggiunta. Il tutto nell’esporre quella che è probabilmente la migliore intuizione mai prodotta da una mente umana, che non guasta mai.

La seconda parte è una paziente rassegna di tutte le possibili obiezioni che la teoria della evoluzione per selezione naturale potrebbe dover affrontare. Non è che sia meno ammirevole, ma resta l’impressione che si tratti di un lavoro inutile: le riserve sollevate contro il darwinismo erano (e sono tutt’oggi) in gran parte strumentali, e contro il pregiudizio e la superstizione anche il genio è disarmato.

L’ evoluzione per selezione nella sua versione originale. Molto meglio di tutte le glosse moderne in 3D.  

 

Saggio sul principio di popolazione (1798)

 

image_book.jpgThomas R. Malthus

Saggio sul principio di popolazione (1798) seguito da Esame sommario del principio di popolazione (1830)

Prezzo di copertina: € 7,75 (in realtà esaurito e rinvenibile solo usato ad € 10,00 – 12,00)

Ed.: Einaudi, 1977

 

Il reverendo Malthus sarebbe la stella polare dei conservatori, se solo i conservatori leggessero. Lui è come devono essere i reazionari: una vera carogna, per cui la miseria, la mortalità infantile, le epidemie scatenate dalle inimmaginabili condizioni di degrado della prima rivoluzione industriale non sono solo mali necessari, ma doni della provvidenza, che ha voluto far soffrire i poveri perchè si ingegnassero, pungolati dal bisogno. Cosi da potere un giorno, chissà, nobilitare la propria missione nel mondo diventando ricchi reazionari   (ma poi, facciano loro, che il reverendo se restano poveri non ci perderà il sonno). Ed essere il cattivo delle favole al nostro proprio piace: l’idea che gli ultimi della terra siano condannati dalla natura alla sofferenza e alla morte precoce gli provoca visibili erezioni intellettuali.

Il nostro problema (intendo il problema di quegli sfigati che non si eccitano al pensiero dei bambini che muoiono di fame) consiste nel fatto che il pensiero di Malthus è forte ed attuale, in uno stupido stupido mondo affaticato già ora da sette miliardi di nostri simili che se va come si crede potrebbero diventare undici in una trentina di anni. In queste condizioni non è affatto facile muovere al reverendo obiezioni intellettualmente oneste. Volendoci provare bisognerà comunque battere la breccia di quelli che il nostro chiama “freni negativi” ovvero l’evoluzione culturale, di cui Malthus tende a sottostimare la portata a favore dei freni positivi (guerre, epidemie, malnutrizione) da lui prediletti.  La prova che  questo sia il punto debole del conservatorismo malthusiano la troviamo proprio nel successo che la riflessione sui freni positivi ha avuto, quando Darwin l’ha applicata a creature sprovviste di varianti culturali, o con produzioni culturali inferiori a quelle umane. Insomma, metà del pensiero malthusiano sta alla base dell’evoluzione, che potrebbe essere l’idea più importante sul funzionamento della vita sulla terra mai venuta ad un essere umano. Misurarsi con l’altra metà, e cercare di smentirla, è ancora oggi una sfida per chiunque creda nella utilità e razionalità di strategie cooperative nella soluzione dei conflitti sociali

Genetica del Peccato Originale

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Christian de Duve

Genetica del Peccato Originale Il peso del passato sul futuro della vita

Ed: Raffaello Cortina, 2010

Prezzo di copertina: € 22,00

Una ricetta della torta di mele che comprendesse larghi cenni sulla coltivazione del melo e tavole tecniche per fabbricare un forno sarebbe considerata da chiunque ridondante. Se poi, giunto al dunque, l’autore si disimpegnasse così: “prendete mele e di farina e mischiate prima di infornare” l’aspirante cuoco si sentirebbe un po’ preso per i fondelli.

Secondo il Nobel Christian de Deuve siamo fritti: è la selezione naturale ad averci instillato la bulimia ecologica che ci voterà all’auto distruzione. Angosciato da questo annuncio apocalittico, il lettore vaga perplesso per centinaia di pagine trovando cenni di chimica organica e di pianificazione demografica, critica del pensiero religioso e ragguagli sull’energia nucleare, mentre l’annuncio della fine dell’umanità viene sbrigato con una breve (e non esauriente) annotazione intorno a pagina 140. Ventidue euro. Neanche poco.

Entanglement

copj13.jpgAmir D. Aczel

Entanglemen Il più grande mistero della fisica

Ed.: Raffaello Cortina, 2004

Prezzo di copertina: € 22,50

Ok, lo ammetto. Sono stato ingeneroso. Ho insunuato, recensendo un testo sullo stesso argomento, I conigli di Schrodingher, che la fisica moderna non abbia apportato rilevanti contributi nella nostra conoscenza dell’universo. Devo correggermi. I contributi sono stati effettivamente enormi, ma il problema è che sono contro-intuitivi, e la divulgazione scientifica arriva quando le nostre (erronee) convinzioni sul funzionamento del mondo sono già troppo radicate. Ma cosa succederebbe se le basi della meccanica quantistica e della relatività generale fossero insegnate ai bambini di quattro, cinque anni? Secondo me i risultati sarebbero ottimi.

In fondo la catechesi infantile riesce a farci accettare come normali nozioni profondamente anti-intuitive tipo il concepimeno virginale, la transustanziazione e la resurrezione. Perchè, quindi, non utilizzare l’elasticità apprenditiva dell’infanzia per trasmettere ai pargoli concetti ugualmente indigesti come il comportamento stocastico e non deterministico delle particelle subatomche, ma che hanno l’indiscutibile vantaggio di essere almeno sperimentalmente dimostrati?

Un appello. Ministro Gelmini, so che il Suo apprezzamento per la fisica quantistica non è condizionato dalla Sua vicinanza a Comunione e Liberazione: è giunta l’ora di sostituire l’ora di religione con i paradossi dell’entanglement. E Lei, lo sento, grazie ai noti meriti scientifici che Le hanno guadagnato, così giovane, il soglio ministeriae, è la persona giusta al posto giusto per questa battaglia.

 

Il Più Grande Spettacolo della Terra

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Richard Dawkins

Il Più Grande Spettacolo della Terra Perchè Darwin aveva ragione

Ed: Mondadori, 2010

Prezzo di copertina: € 22,00

Il materiale è lo stesso già esposto nel Racconto dell’Antenato ma è disposto in maniera più accessibile e coerente (se pur leggeremente meno ambiziosa). Essenziale ma elegante, semplice ma mai banale, avvincente senza degradare il taglio scientifico. Un libro che il premio Nobel e l’inquilino della casa del Grande Fratello potrebbero leggere assieme. Uno strumento di divulgazione praticamente perfetto.

 

I Conigli di Schrodingher

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Colin Bruce

I Conigli di Schrodinger

Ed.: Cortina, 2006

Prezzo di copertina: € 24,80

“Siete talmente asini” paiono dire i fisici a noi del popolo bue ” che se anche incaricassimo il più stupido di noi di spiegarvi con parole semplici due o tre cose che sappiamo dell’universo, non ne capireste mezza. Non esiste una semplificazione abbastanza banale per voi. Con la sola eccezione, forse, di alcune puntate di Star Trek.”

Al che noi “forse in effetti non abbiamo capito granchè di questo libro, ma un dettaglio almeno l’abbiamo colto: sono 70 anni che girate attorno al paradosso EPR e tutto quello che avete prodotto è un’ipotesi assai balzana sull’esistenza di molteplici universi che si riproducono all’infinito. Dite la verità: tutte le vostre teorie dopo Einstein perdono universi come un rubinetto rotto. Non è un buon segno.”

E i fisici: “Ok, maledetti, avete scoperto il nostro segreto. Ma, quanto a voi, sottospecie di scimmie, non vorrete farci credere davvero che avete capito la relatività speciale e generale?”

E noi: “Ebbene si, lo confessiamo. Già con Newton avevamo dei problemi. Secondo i sondaggi solo il 40% degli studenti di scuola media sa a cosa è dovuto l’alternarsi del giorno e della notte, che pretendete da noi? Dateci il TG1, i “soliti ignoti” e mandateci a letto tranquilli! Noi continueremo a far finta che voi serviate a qualcosa.”

“Affare fatto!”

Quasi Come Una Balena

copj13.jpgSteve Jones

Quasi Come Una Balena Aggiornare “L’Origine delle Specie”

P. Ed: 1999, Ed: Codice, 2005

Prezzo di copertina: € 29,00

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La natura ha un modo rude di correggere i vantaggi che la sorte ha improvvidamente regalato ad una specie: il suo numero viene regolato attraverso l’esaurimento dell’ecosistema che la circonda. La popolazione avantaggiata raggiunge un picco, e poi crolla in maniera verticale. In questo modo si ristabilisce il rapporto fisso e universale che lega la taglia di ogni specie animale e la sua densità in un dato ecosistema (ci sono in giro molti topi, pochi elefanti). Secondo questo rapporto, per dirne una, il nostro pianeta è un habitat adatto a sostenere circa 500.000 esemplari di una specie della nostra taglia. Il vantaggio dato dalle nostre capacità cognitive ci ha permesso di espandere il numero della specie sapiens di oltre 12.000 volte il limite imposto dalla natura, e questo aumentando a dismisura il peso dell’impatto ambientale specifico di alcuni di noi (ciascun abitante dei paesi sviluppati consuma risorse pari a quelle di un animale della taglia di un capodoglio). Nell’improbabile attesa che la nostra prodigiosa intelligenza ci faccia uscire dal vicolo cieco in cui ci ha cacciati, sarà meglio indossare l’elmetto e prepararsi al peggio.

Al di là di ogni ragionevole dubbio

seanbcarroll.pngSean B. Carrol

Al di là di ogni ragionevole dubbio La teoria dell’evoluzione alla prova dell’esperienza

Ed.: Codice, 2008

Prezzo di copertina: € 30,00

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Se siete ancora fra quelli che ritengono che l’evoluzione sia una “teoria” e non un “fatto”, è ora di aggiornarvi, e di rendervi conto che le vostre idee sono attuali più o meno come la Fisica di Aristotele o un bestiario medioevale. Questo libro potrebbe aiutarvi a colmare in qualche giorno la distanza che separa la vostra caverna dalle basi lunari. Se invece avete già le idee abbastanza chiare sull’argomento, la questione potrebbe porsi in termini diversi. Vale la pena di spendere tanto (solita fucilata di Codice Edizioni) per sorbirsi un estratto preciso ma un po’ insapore di tutte le principali pubblicazioni scientifiche degli ultimi 30 anni?

L’equilibrio Punteggiato

9788875781026.jpgStephen J. Gould

L’equilibrio Punteggiato

P.Ed: 2002, Ed.: Codice, 2008

Prezzo di copertina: € 23,00

 

Codice Edizioni ci propone con questo volume il capitolo IX dell’opera – testamento di Gould La struttura della teoria dell’evoluzione. La biologia ha un debito con Gould, il primo ad evidenziare l’importanza della “stasi” e della speciazione “allopatrica” nell’evoluzione. Ma, dispiace notarlo, l’Equilibrio Punteggiato è molto meno “elegante” del gradualismo, e si dura fatica a capire come funzioni il meccanismo. L’affermazione che le specie siano “individui darwiniani” è orfana di una spiegazione biologica convincente. Non è difficile capire che Gould era un uomo ambizioso, e che desiderava ardentemente essere riconosciuto come Grande Riformatore del darwinismo. Probabilmente aspirava a vedere il suo Equilibrio Punteggiato elevato sul trono occupato della Sintesi Moderna. Al limite credo avrebbe saputo accettare anche una smentita integrale della sua teoria. Probabilmente, invece, il lavoro di Gould sarà considerato un interessante corollario del darwinismo ortodosso. L’impressione è che questo sia l’unico finale che l’autore non avrebbe sopportato. Triste.

Evoluzione Umana

wood_cover.jpgBernard Wood

Evoluzione Umana

Ed: Codici, 2008

Prezzo di copertina: € 11,00

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Un libello introduttivo sullo stato dell’arte in paleoantropologia. Da profano, uno dei concetti che trovo più intrigante è la documentata esistenza contemporanea sul nostro pianeta, di diverse specie di ominini. Forse sono passati meno di 30.000 anni dall’esitinzione dei Nehanderthal e dei Florensis. Difficile immaginare come si sarebbero sviluppate la nostra cultura e la nostra società se avessimo dovuto dividere la terra con delle altre specie ominini. Difficile fino ad un certo punto: abbiamo elaborato delle categorie come la razza, il cui unico fine è la discriminazione, sulla base di meri dettagli fenotipici, di individui identici a noi ed assolutamente interfertili; sarebbe stato un gioco da ragazzi trattare come “animali” ominini di un’altra specie. Non a caso siamo i maggiori indiziati nell’inchiesta (ancora in corso) sull’estinzione dei nostri cugini.