Lettere dal Carcere – Il Prigioniero

978880620723PIC.jpgAntonio Gramsci

Lettere dal Carcere

Ed.: Einaudi 2011

Prezzo di copertina: € 13,00

 

cop.jpgAurelio Lepre

Il prigioniero. Vita di Antonio Gramsci

Ed. Laterza, 1998

Prezzo di copertina: € 15,49

Antonio se ne sta in carcere con il suo “cervello indubbiamente potente” (cit. Mussolini) e, fra un crisi di tubercolosi e una di arteriosclerosi, edifica la sua costruzione teorica lavorando sul materiale che gli danno in carcere, tipo i romanzi di appendice. Intanto, fuori, la moglie si ammala, i figli crescono, la madre invecchia, i fratelli si fanno le loro vite. L’umore, nei primi anni alto, comprensibilmente ne risente.  

Il nostro scrive più che altro alla cognata. Alla moglie un paio di volte l’anno. Mi spiace che non ti scrivo, è che sai qui ci legge la censura, mi sento in imbarazzo, ho talmente tante cose da dirti che non saprei da dove partire e quindi non te ne dico nessuna, eccetera. Intanto la povera donnna, che, va detto, viveva a Mosca con due figli piccoli in una famiglia politcamente legata a Lenin nel periodo staliniano, non esattamente una bazza, parrà strano ma va in esaurimento nervoso. E allora il nostro le scrive un po’ di più, e riempie pagine di considerazionni tipo mi spiace che tu creda che io creda che tu sia forte, perchè io in realtà non credo che tu sia forte, ma che tu sia debole, pur essendo forte. Che sono cose che fanno piacere.

E insomma l’eccezionalità dell’uomo sta anche nel fatto che in cima ai sacrifici fatti per l’idea ci sono gli affetti familiari. Altri tempi, altre sensibilità.

 

 

Storia del Partito Comunista Italiano

image_book.jpgPaolo Spriano

Storia del Partito Comunista Italiano – vol V – La liberazione Togliatti e il Partito Nuovo

Ed.: Einuaudi

Prezzo: Rinvenibile usato per € 20,00

Uno magari pensa che dopo quattro volumi di persecuzioni, repressioni, ammazzamenti, esili, purghe, confini e disgrazie assotite, magari basta anche così, e che questo quinto volume la liberazione e il partito nuovo potrebbe finalmente concederci un po’ di tregua. Errore. Si parla degli anni ’44 e ’45, e ci sono pagine intere che in pratica sono liste di caduti per la liberazione. E va bene cosi, si vede che essere dirigenti comunisti è proprio una cosa brutta, se in ogni stagione si rischia la buccia. Cioè, in ogni stagione tranne oggi, che massimo massimo si rischia il Costanzo Show, o, peggio, di essere ignorati. Comunque il vero argomento del libro non è tanto la resistenza, quanto la svolta di Salerno, che uno che è nato dopo il muro di Berlino magari neanche sa cos’è la svolta di Salerno, come i mangianastri e i gettoni del telefono, e invece una volta che la si è meditata se ne capisce tutta l’importanza, si capisce che quello è l’evento politico più importante del secolo scorso. Senza la svolta di Salerno e senza il PCI così integrato nelle istituzioni della prima repubblica, per dire, sarebbe stata molto più facile una virata autoritaria nel dopoguerra. O magari gli eredi politici del PCI non avrebbero gli impulsi consociativi e il riflesso pavoloviano di cercare l’intesa a destra, anche quando proprio non sarebbe il caso.