Barbari – La Caduta di Roma e la Fine della Civiltà

2634152.jpg

Peter S. Wells Barbari – L’alba del nuovo mondo Ed.: Lindau, 2008 Prezzo di copertina: € 19,00

9788842083948.jpg

Bryan Ward Perkins La Caduta di Roma e la Fine della Civiltà Ed.: Laterza, 2008 Prezzo di copertina: € 19,50

Il concetto di decadenza è sempre molto relativo: ogni morte lascia spazio a nuova vita, ogni cambiamento preclude a un rinnovamento, solo attraverso i traumi si cresce, il cerchio della vita torna sempre al punto di partenza (cfr. Walt Disney, il re leone), e in cinese l’ideogramma per crisi significa anche opportunità. Premesso tutto questo, noi gente dozzinale abbiamo un’idea di crisi e di crollo abbastanza precisa. Quando la gente muore come mosche, in giro è tutto un ammazzamento, le città cadono in rovina e si spopolano, le persone vivono (se vivono) di mera sussistenza nelle campagne, il commercio diminuisce di nove decimi, la produzione in serie di beni di uso comune si interrompe, la monetazione pure, l’alfabetizzazione crolla, la produzione culturale passa dal De Civitate Dei di Agostino alla trascrizione di alcuni miti tribali pieni di eroi che uccidono draghi e di divinità monche… ecco, una cosa del genere a noi gente dozzinale sembra parecchio una decadenza. Poi, certo, il genere umano è sopravvissuto. E siccome il genere umano è sempre lo stesso, e in ogni tempo fa nascere anime elevate che creano cose belle, capita magari che anche nell’alto medioevo ci si imbatta in un manufatto di pregio o in un codice miniato di eccezionale bellezza. Qualche secolo dopo i fatti qualcuno ha anche potuto sollevare la testa dai problemi di mera sopravvivenza e affacciarsi fuori per vedere cos’era scampato al diluvio. Ma il fatto che la qualità della vita per un trecento anni sia precipitata ad un livello da far rimpiangere l’età del bronzo rimane. Come rimane, a quanto pare, circostanza significativa che qualcuno (Ward Perkins) insegni a Cambridge e qualcun altro (Wells) all’Università del Minnesota.