Povertà e Leadership nel Tardo Impero Romano

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Povertà e Leadership nel Tardo Impero Romano

Ed.: Laterza, 2003

Prezzo di copertina: € 25,00

Nel sistema politico del principato il povero non era un soggetto della vita civile e politica. Appartenere al corpo sociale significava essere cittadini attivi di una delle tante città sottoposte all’autorità del grande impero federale, mentre stranieri, schiavi e nullatenenti non avevano alcun rilievo nè politico nè economico nè tantomeno culturale. Le classi dirigenti cittadine erano  responsabili solo e soltanto nei confronti della propria città.

Le trasformazioni del quarto secolo rivoluzionarono questo ordinamento. L’espansione dell’apparato burocratico centrale sottrasse potere e autonomia alle autorità cittadine, mentre l’appesantimento del carico fiscale agitava davanti a quelle che oggi definiremmo classi medie lo spettro dell’indigenza totale: era davanti agli occhi di tutti le diseguaglianze economiche tendevano a divaricarsi.

In questo contesto la salita alla ribalta del cristianesimo svolse una serie di fuzioni preziose: valvola di sfogo per le tensioni fisiologiche in una società impoverita, ascensore sociale per la classe media, fonte di legittimazione per la dirigenza del nascente dominato, capace di instaurare un sistema di potere di tipo orientale servendosi dell’evergetismo caritatevole come strumento di raccolta del consenso.

Povertà e Leadership nel Tardo Impero Romanoultima modifica: 2013-03-29T09:03:00+01:00da gasmulo
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