Palmiro Togliatti

4951.jpgGiorgio Bocca

Palmiro Togliatti

Ed.: Laterza, 1973

Disponibile sul mercato dell’usato € 10,00

Chi scrive è nato dieci anni dopo la morte di Togliatti, e bella grazia se ricorda Berlinguer. E forse è stata questa distanza a evocare una associazione di pensiero fra quello che i compagni di allora ritenevano il Migliore e quello che oggi si propone come tale: Massimo D’Alema. Suggestivo l’accostamento, ma non particolarmente lusinghiero per l’epigono. Il realismo degrada in cinismo. Lo slancio al dialogo con i cattolici si reincarna negli inciucioni bicamerali. Il disprezzo per gli idealisti è il medesimo, ma allora la giustificazione risiedeva nel mondo di Yalta, oggi nel risiko telvisivo. C’è anche il comune rispetto per le convenzioni borghesi, ma anche qui a distanze siderali: una cosa è il vestito dignitoso, un’altra le barche milionarie. A difesa del secondo si può invocare la congiuntura storica: è più facile essere imperatore romano nel tempo di Traiano che in quello di Onorio.