Si fa presto a dire nucleare, Il nucleare impossibile

cop.jpgAlberto Clo

Si fa presto a dire nucleare

Ed.: Il mulino, 2010

Prezzo di Copertina:€ 14,00

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Giorgio Nebbia, Virginio Bettini

Il nucleare impossibile Perchè non conviene tornare al nucleare

Ed.: UTET, 2009

Prezzo di copertina: € 16,00

Non è certo questo il luogo per discutere della opportuità di costruire centrali nucleari in Italia: si vota dopodomani e ciascuno un’idea se la sarà fatta. Parliamo allora della perdita di tecnologia. Perchè nonostante tutti siano più o meno convinti che il progresso sia come un treno che va da Faenza a Riccione, e tutto sta a decidere se siamo arrivati già a Rimini o siamo ancora Cesena, i fatti ci dicono che tutte le tecnologie hanno una componente pratica, e se non applicate si disimparano. Se ne è accorto George Bush qualche anno fa quando ha annunciato che si tornava sulla Luna, e ce ne accorgeremmo noi italiani se decidessimo di rientrare nel nucleare, come se il nucleare fosse un albergo con porta girevole. Siamo ancora capaci di costruire e gestire una centrale nucleare dopo venticinque anni? C’è da dubitarne. La tecnologia si perde. Gli operatori si specializzano in altro. Negli anni ottanta, la marina greca ha cercato di ricostruire una trireme. Una bazzeccola, direte voi. Ebbene, la nave Olympias, costruita in tre anni di lavoro, non ha mai superato i nove nodi anche lanciata, mentre noi sappiamo che gli originali (costruiti a centinaia nel giro di pochi mesi nei cantieri del Pireo) compivano lunghi viaggi ad una velocità media di undici. La tecnologia si perde. E non tutti i rientri sono agevoli.