Tracce Turche

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Giuseppe Cossuto

Tracce Turche in Europa Medioevale I popoli delle steppe in Europa dalla comparsa degli Unni alla nascita della Turchia

Ed: Aracne, 2009

Prezzo di copertina: € 17,00

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Sono finiti i tempi in cui Abele rimorchiava con il suo destriero le meglio pulzelle dell’Eden suscitando il comprensibile astio dello sfigato Caino, agricoltore senza speranza. Da alcuni millenni a questa parte, e a dispetto della globalizzazione, “stanziale” è trendy. Ma c’è stato un periodo non breve della storia umana in cui coltivare grano o allevare animali non era una scelta imprenditoriale, ma una necessità imposta dall’habitat in cui ci si trovava a vivere. 

Premesso che i nomadi non necessariamente si spostano su camper dalla periferia di Verona a quella di Roma, ma necessariamente allevano, visto che nomos significa pascolo (dal che discende, fra l’altro, che i rom non sono tecnicamente “nomadi”),  va detto che la loro storia gratifica profondamente chi ha un approccio determinista e materialista. I gruppi umani si muovono nella steppa eurasiatica come come magma, mossi dalla meccanica dei fluidi senza che Grandi Personaggi turbino la nostra visione meccanicistica e naturalistica del divenire storico. Si tratta di uno spettacolo avvincente, che nemmeno l’approccio evidentemente dilettantesco dell’autore e dell’editore (tipo mi faccio aiutare da mio nipote che sa usare il computer per l’editing) riesce ad ammazzare. Bravo Cossuto, l’amatore che ha colmato una lacuna.

Fronte Orientale

copj13.jpgOmer Bartov

Fronte Orientale Le truppe tedesche e l’imbarbarimento della guerrta 1941-1945)

Ed.: Il Mulino, 2003

Prezzo di copertina: € 18,50

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E’ quasi incredibile quante belle cosette si possono far fare a dei robusti ragazzoni cresciuti a pane e propaganda energie per fare e per pensare… Certo, servono le condizioni giuste. Ficcarli in una guerra apocalittica, in un paese straniero a migliaia di chilometri da casa, mettergli di fronte un nemico potente che restituisce colpo su colpo, lasciarli senza equipaggiamento, rifornimenti, munizioni… una situazione, insomma, in cui una morte orrenda è quasi una certezza (le unità tedesche sul fronte orientale ebbero perdite intorno al 90% degli effettivi di partenza solo nel primo anno di guerra, e del 300% alla fine del conflitto). Metterli come sorci in trappola, con le spalle al muro, e offrirgli come unica, mistica, speranza di salvezza, lo sterminio dei propri simili ordinato dal Capo. Un po’ di questa cura e i robusti ragazzoni si applicheranno zelanti in attività ricreative tipo l’omicidio di massa di civili e prigionieri. Lettura non esattamente piacevole, ma istruttiva.