Conquista

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Massimo Livi Bacci

Conquista La distruzione degli indios americani

Ed: Il Mulino, 2005

Prezzo di copertina: € 24,00

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Prima di lanciarsi in conteggi arditi sul costi umani di un dato evento storico (conteggi che trovano la propria sublimazione nella categoria, di sicuro effetto, dei “milionidimorti”), sarebbe opportuno comprendere che il popolamento umano non ha niente di “naturale”. Il fatto che la popolazione dei sapiens del pianeta sia sei miliardi e non mezzo milione di individui, come sarebbe lecito aspettarsi per animali della nostra taglia, rende ogni nostra esuberanza demografica innaturale per definizione: il prodotto di complesse alchimie ed interazioni culturali. In ultima analisi, una piramide rovesciata che poggia sulla punta di fragilissimi equilibri.

Un evento storico che rompa questi equilibri fa crollare la piramide, e a questo punto cercare di capire se le vittime siano state falciate dalla fame, dall’acciaio o dalle malattie ha un rilievo secondario. Sapere che nell’assetto demografico sovietico degli anni ’30 mancano 10 milioni di individui all’appello fa inorridire, ma la stessa cifra è il passivo dell’era Eltsin, le cui riforme hanno (per usare le espressioni infelici di alcuni storici d’accatto) “sterminato” dieci milioni di ex cittadini sovietici, senza carri armati o polizia segreta. Capire quanti indios sono rimasti vittime del contatto, e quali siano stati i fattori scatenanti, è un esercizio molto interessante. Ma non va dimenticato il contesto: milioni di esseri umani semplicemente muoiono come topi quando collassano (per una ragione o per l’altra) i circuiti culturali che ne hanno permesso l’esistenza. Non è molto rassicurante, vero?

 

Altai

copj13.jpgWu Ming

Altai

Ed: Einaudi, 2009

Prezzo di copertina: € 19,50

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Sospeso nel limbo fra l’infamia e la lode, ecco il seguito di “Q”, romanzo firmato dal nome collettivo Luther Blisset (oggi Wu Ming) che nel 1998 agitò le morte gore della provicia bolognese evocando addirittura il fantasma di Umberto Eco. Il nome del Professore (sibilavano i maligni) è già un collettivo, visto che evidentemente gli illegibili successori del “Pendolo di Foucault” devono essere attribuiti (o meglio imputati) ad un autore sconosciuto. E quindi perchè non immaginare che Eco continuasse a scrivere romanzi firmandosi Luther Blisset, lasciando il suo nome alle cure (si fa per dire) di qualche maldestro sherpa?

Sia come sia, “Altai” non rappresenterà nulla più di un piacevole pomeriggio di distrazione per gente abituata (come il vostro Gasmulo) ad esercitare allo stremo le sue mirabolanti potenzialità speculative. Almeno la frettolosa trama non manca il compito più atteso del romanzo storico, ovvero la lettura in chiave contemporanea. In “Q” la speranza di un riscatto sociale degli ultimi, pur sconfitta, ancora cova sotto le ceneri (ricordate il “popolo di Seattle”?), in “Altai”, c’è posto solo per la disillusione, la rassegnazione, la fuga.

Cosacchi

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John Ure

Cosacchi La storia dei guerreri della steppa

Ed.: Piemme, 1999

Prezzo di copertina: € 16,53

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A volte ci si chiede: ma la gente non è stanca di scrivere (e di leggere) i soliti libri tutti uguali sui quattro argomenti storici cui è dedicato il 98% della produzione divulgativa nazionale (nell’ordine: la seconda guerra mondiale e il nazismo, la storia romana, “il medioevo” in una lettura da sagra paesana e la prima guerra mondiale)? Evidentemente la risposta è no, se un libretto carino e senza pretese come questo, su un argomento davvero interessante, non va oltre la seconda edizione e a dieci anni dalla pubblicazione risulta praticamente introvabile.