Bisanzio e la sua Civiltà

ka.jpgAlexander P. Kazhdan

Bisanzio e la sua civiltà

P. Ed.: 1968, Ed.: Laterza, 2007

Prezzo di copertina: € 9,00

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Ciò che rende questo libello incredibilmente intrigante è il duplice piano di lettura. Il concetto è che l’opinione di uno storico su di una autocrazia ideologica ortodossa di ieri sarà significativamente influenzata dal fatto che quello storico viva in un’autocrazia ideologica a tradizione ortodossa di oggi. La lettura materialista del cristianesimo medioevale è convincente e puntuale. Mentre spiega che in un contesto culturale ideologizzato il dissenso si può esprimere solo dall’interno, usando gli strumenti concettuali dell’ideologia dominante, Kazdhan si riferisce esplicitamente alla posizione dei gruppi ereticali nell’alto medioevo ed implicitamente alla propria battaglia nell’ambiente della storiografia ufficiale sovietica. Avvicente.

Il Racconto dell’Antenato

8804560002.pngRichard Dowkins

Il racconto dell’antenato

Ed.: Mondadori, 2006

Prezzo di copertina: € 35,00

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Tutti gli organismi che popolano la biosfera hanno un unico progenitore, che si trova alla radice di un “albero” di parentele, albero che Dawkins percorre all’indietro partendo, in modo dichiaratamente arbitrario, dall’uomo, e risalendo la corrente del tempo fino ai nostri cugini più lontani, i batteri. Nel viaggio incontriamo gli antenati comuni con altre 38 famiglie di viventi che costituiscono altrettanti “rami” laterali del nostro albero. Ciascuna famiglia, riunendosi al gruppo, fa chiarezza su di un particolare aspetto della ricerca biologica. Lo schema è difficile non solo da riassumere ma anche da seguire, e spesso si ha l’impressione che il filo dell’esposizione sia troppo spezzato e che i due percorsi espositivi (illustrazione dell’albero filogenetico e divulgazione scientifica) non siano compatibili. Alcuni “antenati” hanno poco da raccontare. Alcuni potrebbero parlare per un libro intero, ma devono interrompersi per far spazio all’antenato successivo. Talvolta il libro è difficile, talvolta addirittura irritante. In ogni modo chi ha pazienza sarà ricompensato, perchè ci sono squarci degni del miglior Dawkins.

Inchiesta sul Cristianesimo

augias.jpgCorrado Augias, Remo Cacitti

Inchiesta sul cristianesimo Come si costruisce una religione

Ed.: Mondadori, 2008

Prezzo di copertina: € 18,80

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Se la religione, e in questo caso la storia della religione, è uno di quegli argomenti in cui il dibattito più sereno difficilmente prescinde da colpi bassi, calci negli stinchi e dita negli occhi, la ragione va a mia avviso ricondotta alla pratica della catechesi infantile. Un’esperienza che (de)forma per la vita. Quanti vi soggiaciono non comprenderanno mai chi se ne libera. Questi ultimi conquisteranno l’indipendenza di giudizio al prezzo di travaglio tale, da rendere impossibile qualsiasi serena opinione sul fatto religioso. Fino a che le chiese eserciteranno questa forma di condizionamento non potranno dolersi di avere degli avversari: dovrà considerare i terribili “laicisti” il passivo di una operazione in partita doppia che frutta un numero ancor più grande di proni sostenitori.

Ad Urbe Condita Libri XLI – XLV

Libri 41 -43.jpglibri 44-45.jpgTito Livio

Storia di Roma dalla Sua Fondazione Libri XLI – XLIII XLIV – XLV

Ed. B.U.R., 2003

Prezzo di copertina: € 13,00 € 14,00

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Forse la natura non teme il vuoto, come credeva Aristotele, ma la politica certamente si. Dopo la grandiosa narrazione delle guerre puniche, Livio ci racconta come la potenza romana venne risucchiata nel mediterraneo orientale dalla crisi degli imperi epigoni. E’ davvero stupefacente l’affresco degli eserciti seleucidi ed antigonidi che si squagliano come neve al sole di fronte ad una esigua accozzaglia di soci latini e alleati greci d’occasione sostenuti da un minuscolo nucleo di legioni vere e proprie. Se si paragona l’impegno di Roma nelle guerre puniche ed in quelle macedonice e siriache si ha davvero l’impressione che la repubblica cercò disperatamente e senza successo un contrappeso orientale: le forze impiegate furono talmente esigue, rispetto alle risorse disponibili, da far sospettare un bisogno freudiano di sconfitta o almeno di stallo. Purtroppo vennero invece le vittorie, e le tremende crisi che ne seguirono giustificano ampiamente l’esitazione romana.